in

La percezione visiva. Vedete una rana e un cavallo, giusto?

TRA PERCEZIONE E REALTA’ Cosa vediamo e come vediamo La nostra percezione visiva pur rispondendo a meccanismi molto simili non è sempre uguale. Spesso ci capita di vedere cose che in realtà non esistono, o di notare particolari che altri ritengono insignificanti. A volte è la realtà stessa che inganna i nostri occhi e costringe il cervello ad elaborare con più attenzione ciò che ci mostra. In questo non c’è niente di strano, perché ognuno di noi a seconda della propria sensibilità, della propria storia personale è portato a percepire in modo originale e soggettivo le immagini.

Ci sono persone per esempio che hanno una certa predisposizione visiva nel ricordare volti e paesaggi, nel saperli immaginare e richiamare alla memoria. Ma ciò non significa che siano più dotati di altri; come non significa che chi ha poca memoria visiva non riesca o possa disegnare e osservare meglio la realtà che lo circonda. Le arti visive infatti si basano su un linguaggio, quello delle immagini, proprio come la scrittura, che può essere appreso attraverso la conoscenza e l’esercizio. Adesso vedremo come funziona la percezione, perché siamo attratti da alcune forme e non da altre, perché un immagine suggerisce diverse interpretazioni e come l’immaginazione influisce modificando il nostro modo di osservare ed interpretare la realtà.

COSA VI RAPPRESENTA QUESTO QUADRO ?

Può capitare di osservare un immagine cambiare aspetto a seconda di come la si guarda, come in questo caso. Spostandosi la figura sembra trasformarsi e assumere sembianze diverse…perché ? Il nostro cervello elabora le informazioni visive e formula un idea di ciò che appare. Nel far questo compie un “processo di sintesi” che vuol dire vedere globalmente ciò che abbiamo di fronte agli occhi, vedere l’immagine nel suo complesso. Poi se ci soffermiamo ad osservare i singoli particolari notiamo che ognuno di essi è una parte del tutto che può avere una vita propria ma ha senso solo nell’insieme. Proprio come noi, singoli individui originali e particolari non saremo niente senza una rete di rapporti e relazioni con gli altri…

GLI HUNZA: VIVONO FINO A 150 ANNI, NON CONOSCONO IL CANCRO E PARTORISCONO A 65 ANNI. ECCO COME SI NUTRONO.

Lungo una strada di campagna c’è un contadino che fa l’autostop.