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Senza i “no” i figli non crescono, spiegato da Paolo Crepet…

 Secondo Paolo Crepet, famoso sociologo e psichiatra, i genitori non stanno più ricoprendo il loro ruolo di educatori mentre i figli bruciano troppo le tappe vivendo a 14 anni come se ne avessero 19. I giovani di oggi non riescono più a sognare perchè i loro genitori non hanno insegnato loro ad avere vere passioni da seguire.

Il Crepet afferma che se i bambini non hanno mai subito un secco “no” dai genitori, quando da grandi lo sentiranno dire per la prima volta da un componente estraneo alla famiglia, non potranno riuscire ad accettarlo. Educare implica un impegno gravoso che tutti, dai famigliari, agli insegnanti, devono ogni giorno accollarsi, ma che non sempre tutti vogliono farlo.

La mancanza di educazione ha un effetto catastrofico sui giovani, i quali, vedendosi privati dell’insegnamento delle passioni, non hanno più stimoli in quanto privati dei sogni. L’accondiscendenza continua dei genitori, fa perdere ai figli l’entusiasmo per la vita. La società di oggi vede nei bambini dei possibili clienti e quindi vuole che questi crescano in fretta, a 14 anni si vive come se ne avesse 19.

A 14 anni, un ragazzino con lo smartphone è capace di fare shopping e di acquistare ciò che vuole, ha i social, tutto questo porta i ragazzini ad una finta crescita, non è più vero che si cresce quando si ha più autonomia, ma se si è famosi su Facebook. Ci sono ragazzine che a 14 fanno sesso e le mamme non se ne stupiscono, la vita si brucia troppo in fretta.Se tempo fa il ruolo dei genitori era quello di insegnare l’educazione ai figli, affinchè crescessero nel migliori dei modi, oggi i ritmi della vita ed i modi di vivere sono cambiati a tal punto che i genitori ora hanno un ruolo più economico.

Una volta bastava avere un diploma per trovare un buon lavoro, oggi un lavoro non si trova più neanche con la laurea, quindi un ragazzo che dedicherà un terzo della sua vita a studiare, non vede più un genitore come un maestro di vita, ma più come un salvadanaio da spremere per potere andare avanti.Ci sono addirittura dei licei che, invece di esaltare le proprie capacità di insegnamento, puntano a trovare nuovi alunni esaltando il fatto che nei loro banchi di scuola non siedono extracomunitari.

Un liceo che scegli gli alunni seguendo questo metodo, è già deceduto in partenza.Il ruolo educativo viene surclassato dai social, basta vedere la strumentalizzazione della violenza, se prima si potevano avere atti di violenza in una manifestazione, ora il fenomeno viene amplificato all’ennesima potenza, la violenza viene buttata sui social e spiattellata al mondo con un effetto devastante.Non si educa più ai rapporti ed agli scambi.

Quando si ha bisogno di qualcosa che non si ha, si deve per forza cercarlo lontano, dove non ci sono individui uguali a noi, quindi ci si deve adeguare alla diversità, gli Italiani, salvo rari casi, non sono un popolo abituato a viaggiare ed allo scambio, pertanto non è un popolo abituato alla diversità, la diversità spaventa e si creano forme di razzismo.Non educando alla fiducia nel futuro creiamo e viviamo in uno stato di ansia.

L’ansia crea la depressione ed il fiorire di farmacie e parafarmicie che vendono prodotti che attenuano le nostre frustrazioni ne sono la prova.

LA LEGGENDA DELL’ABETE DI NATALE… Leggetela stupenda.

Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te…