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ECCO PERCHÈ TRATTARE UN ANIMALE COME SE FOSSE UN BAMBINO EÈ DA CONSIDERARE UN ERRORE

È sempre più diffusa la tendenza ad assegnare caratteristiche umane ai propri animali: ma antropomorfizzare cani e gatti è un tragico errore che ha sempre comportato serie conseguenze per gli uni e per gli altri.

Quando mi capita di incontrare certe persone che si rivolgono ai propri cani, pronunciando frasi come “il mio bambino”, “non fai mai quello che ti dico” e stramberie di questo genere, non posso che storcere il naso. Questa insana tendenza ad assegnare caratteristiche umane agli animali, trattandoli come persone, ha un nome preciso: antropomorfizzazione.

E’ vero che negli ultimi anni è cambiato il modo con cui gli individui vivono il rapporto con Fido e Micio, considerati e amati come “uno di famiglia”, ma sfortunatamente è vero anche che non è aumentata la cultura degli individui, che spesso ignorano e non rispettano le esigenze degli animali che abitano le loro case. Accade sempre più spesso che il proprietario consideri il cane come un bimbo, un compagno, un figlio e non lo riconosca più per quello che è, cioè un animale meraviglioso ed intelligente, in grado di donare molto, se rispettato e aiutato a crescere con equilibrio. E così, inconsapevolmente, qualcuno comincia a credere che pensieri, ragionamenti ed emozioni siano identici a quelli umane.

Woman Rubbing Noses with Puppy ca. 2002

Ma perché certe persone affibbiano a tutti i costi caratteristiche umane ai quattrozampe?Sicuramente perché non esiste una cultura cinofila diffusa, che rimane appannaggio di pochi, con la triste conseguenza che manca quella consapevolezza necessaria per trascorrere una vita felice insieme al proprio “pet”. Ma ciò accade anche per un disequilibrio nella propria vita sociale ed affettiva: sono ancora numerosi gli individui che preferiscono (quasi sempre inconsapevolmente) istaurare rapporti esclusivi con i propri animali a causa di trascorse delusioni nella sfera sociale – affettiva, che li hanno poi spinti a non confrontarsi in modo armonioso con la quotidianità. Di conseguenza tutte le attenzioni sono riversate sull’amico con la coda, che alla fine non può che soffocare e manifestare atteggiamenti insicuri e a volte isterici, caricato da tante insane attenzioni. E così il pigiamino per dormire, l’accappatoio per il bagnetto, gli occhiali da sole, la felpa griffata e perfino le beauty-farm specializzate, realtà ancora non italiane, dove i nostri beniamini hanno la “fortuna” di godere di massaggi rilassanti, coccolati da oli essenziali, incensi energetici e musico-terapia, dimostrano che qualcuno non solo vive Fido come una persona, ma lo utilizza per assecondare il proprio ego e celare le proprie debolezze.

A onor del vero, di tutte le antropomorfizzazioni, quella che più mi fa paura è quella “salutista”, perpetrata dai maniaci della dieta, che tendono a proiettare le proprie ossessioni sugli animali, somministrando loro una dieta povera di grassi, necessari invece al buon funzionamento del metabolismo; ma fortunatamente ho incontrato questo genere di situazione solo un paio di volte nella vita e spero non mi capiti più.

E loro, i famigerati proprietari? L’alibi è sempre lo stesso: sdoganano il loro atteggiamento tirando in ballo l’empatia, cioè la capacità di percepire lo stato d’animo altrui, che si traduce con “questa cosa al mio cane piace tanto”; è certamente un’abilità fondamentale per le relazioni sociali e professionali, ma questo genere di “empatia” ho i miei dubbi che vada bene per il mondo degli amici con la coda, se li vedo camminare a testa bassa perché il cappuccio del loro cappottino li obbliga a una posa innaturale o li scorgo fare pipì sulla traversa in terrazzo, perché non “vogliono” scendere; in realtà non facciamo altro che mancare loro di rispetto, obbligandoli a situazioni di stress e di ambiguità relazionale ed affettiva.

Conoscere il comportamento e i bisogni reali di Fido, Micio e di chi condivide la nostra vita è importante e la storia insegna che trattare gli animali alla stregua di esseri umani è un tragico errore, che ha sempre comportato serie conseguenze per gli uni e per gli altri. E’ dovere di ogni persona capire il loro linguaggio, imparare ad interagire con essi in maniera equilibrata e stabilire regole di comportamento che aiutino alla conduzione di una vita serena. Altrimenti è meglio non avere nessun animale.

FONTE www.bergamonews.it

Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te…

Quando ho cominciato ad amarmi… fantastica poesia di Charlie Chaplin.